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Due tattiche vincenti del Texas Hold’em poker: bluff e slow play

by Poker Texas on October 5th, 2010

Il bluf e lo slow play sono due tattiche vincenti nel Texas Hold’em… ecco come attuarle

Giocare a poker spesso non è solo questione di buone carte e di fortuna perché la maggior parte del gioco verte, invece, sul far credere agli altri giocatori di condurre un gioco diverso da quello che in realtà si sta attuando. Come nel bluf e nellp slow play appunto.
Nel gioco del poker, spesso nel Texas Hold’em no limit, quello che fa la differenza e che sicuramente incrementa le vincite è la pressione psicologica che si riesce a suscitare nell’avversario, l’indurlo a pensare ciò che gli si vuole far credere, camuffare le proprie carte mediante l’arte della finzione. I giocatori abili, che giungono alla fine dei tornei portandosi a casa delle vittorie, ben sanno che gran parte delle vincite consiste nell’arte della recitazione. Se non si può recitare a parole, nel Texas Hold’em poker lo si fa con i fatti, agendo di conseguenza alle carte che si hanno in mano e che sono distribuite sul tavolo, mediante strategie particolari che spiazzano gli avversari.

Esistono due principali tattiche: il bluff e lo slow play, una il contrario dell’altra eppure ambedue basate sulla finzione. Il bluff consiste nell’avere carte scarse e far credere di avere carte vincenti. Lo slow play, invece, è avere carte vincenti per un’altissima percentuale, ma agli altri lasciar credere che siano carte non particolarmente buone.

Diversi sono i modi per attuarli, ma sicuramente diverse sono le personalità dei giocatori e c’è chi preferisce un metodo di gioco, chi l’altro.

L’arte del bluff è associata spesso al rischio, più si bluffa più il gioco diventa rischioso ed eccitante, più si alza il piatto. L’intento è far credere all’avversario di avere delle carte così buone che l’unica soluzione che ha è quella di lasciare il gioco o passare, in modo da aggiudicarsi la mano. Ovviamente conviene bluffare soprattutto là dove i partecpanti sono in numero minore in quanto più elevato è il numero più è facile che la finzione cada a causa dell’accanimento di tanti altri avversari e se si tratta di un bluff pesante, con delle carte veramente scarse, allora si rischia di perdere davvero tanto. È inoltre preferibile bluffare quando gli altri non se l’aspettano: se si sfidano più o meno sempre le stesse persone, o se durante una partita si è sempre giocato “onestamente” allora il bluff può risultare davvero un’arma vincente per spiazzare gli sfidanti. A seconda degli avversari che si hanno di fronte, inoltre, si può scegliere con chi è meglio improvvisare o con chi invece è meglio lasciare perdere. Sicuramente è preferibile giocare con un avversario Tight, ovvero quella tipologia di giocatore chiuso che se non ha delle buone carte folda sempre e rilancia solo quando ha delle buona carte; è sconsigliabile invece bluffare con chi ha la tendenza a vedere sempre le carte e a rilanciare anche nel momento in cui non ha buone carte, o con la tipologia di giocatore definita maniac, perché rilancerà sempre anche quando avrà carte pessime (il bluff con lui risultera impossibile non essendoci margine di prevedibilità). Interessante invece sarebbe bluffare con giocatori abili ed esperti della tipologia tight aggressive che non si risparmiano di foldare ma che nel vivo del gioco cominciano la loro tattica aggressiva senza paura di rilanciare. In questo caso il rischio del bluff aumenterebbe ma la partita risulterebbe sicuramente piena di sorprese e intensa.
La tecnica dello slow play (appunto “giocare piano”) è una sorta di semi-bluff: avere delle buone coppie tra le mani e far credere che invece non si abbiamo carte vincenti. Lo scopo di giocare a slow play è quello di accumulare quante più fiche, semplicemente vedendo le carte degli altri e, al momento opportuno, scoprendo le proprie carte e facendo crescere il piatto con le fiche degli altri avversari che si trovano completamente spiazzati. Anche nello slow play, come nel caso del bluff, è importante che sul tavolo non vi siano troppi giocatori perché più facile sarebbe, in questo caso, essere scoperti.
Lo slow play è inoltre consigliato nei tornei perché dovendo andare avanti nel gioco è preferibile accumulare quante più fiche. In questo caso sarebbe interessante farsi riconoscere dopo un po’ di partite come un giocatore di slow play e poi spiazzare tutti nelle partite successive bluffando, in modo da mettere completamente fuori gioco gli avversari.

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